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  • Sistemi
  • Tradotto con IA
Autore
Claudia Zimmermann

Monitoraggio ambientale secondo i requisiti dell’Allegato 1

Dalle procedure manuali ai sistemi di monitoraggio automatizzati, fino al monitoraggio delle particelle in tempo reale





Con la revisione dell’EU GMP Annex 1, la prevenzione degli interventi manuali con i guanti durante il funzionamento degli ambienti di produzione asettici assume un’importanza sempre maggiore. Allo stesso tempo, l’Environmental Monitoring rimane uno strumento fondamentale per monitorare e documentare in modo affidabile lo stato asettico di un impianto. Poiché in molte aziende questo monitoraggio viene ancora effettuato manualmente, i concetti di monitoraggio esistenti sono sempre più sottoposti a verifica.

Requisiti per l’Environmental Monitoring negli impianti asettici

Nella pratica, in molti impianti l’Environmental Monitoring continua a essere realizzato con le classiche piastre Petri per la raccolta microbica attiva e passiva. Queste vengono posizionate manualmente nell’isolatore, aperte, richiuse dopo un tempo di esposizione definito e sostituite regolarmente. Poiché il terreno di coltura si asciuga relativamente rapidamente, sono necessari brevi intervalli di sostituzione. Nell’arco di un batch, ciò comporta numerosi interventi manuali, con il relativo rischio per il processo asettico.

Tuttavia, l’EU GMP Annex 1 richiede di evitare tali interventi nella misura tecnicamente possibile e di garantire un monitoraggio continuo e tracciabile dei parametri critici delle camere bianche. Dimensioni maggiori dei batch, campagne più lunghe e requisiti sempre più stringenti in materia di documentazione e tracciabilità aumentano ulteriormente la necessità di intervenire. Di conseguenza, assumono sempre maggiore rilevanza approcci alternativi al monitoraggio, che possano essere integrati meglio in moderni concetti di impianto automatizzati.

Confronto tra tre opzioni di monitoraggio

Gestione manuale con piastre Petri modificate

L’Environmental Monitoring con le classiche piastre Petri è consolidato a livello normativo e continua a rappresentare lo standard in molti impianti. Sviluppi successivi, come i campionatori di aria BioCapt Single‑Use, si basano su questo principio riducendo al contempo l’attività manuale. Grazie a una piastra Petri modificata, la funzione di raccolta viene mantenuta fino a quattro ore. La raccolta attiva e passiva dei microrganismi presenti nell’aria avviene con un’unica piastra, riducendo già il numero di interventi necessari. Tuttavia, con questo approccio non è possibile realizzare un processo completamente privo di interventi senza ricorrere all’automazione.

Environmental Monitoring automatizzato

Un approccio alternativo consiste nell’automazione della gestione delle piastre Petri. Le piastre Petri convenzionali vengono prelevate da posizioni di stoccaggio definite e collocate nella posizione prevista per l’utilizzo attivo. Per l’utilizzo, il coperchio viene aperto automaticamente, attivando così la funzione di raccolta. Le informazioni di scansione e i marcatori temporali consentono di associare in modo univoco gli eventi microbiologici e supportano la precisa delimitazione delle quantità di medicinali potenzialmente interessate. Le piastre Petri con un diametro di circa 90 mm vengono predisposte in un caricatore. Il caricatore viene inserito nella posizione di monitoraggio. L’unità di gestione scansiona l’ID e preleva ogni piastra sostenendola in modo sicuro dal basso. Dopo che tutte le piastre presenti nel caricatore sono state registrate ed esposte, il caricatore viene rimosso ed espulso. Per garantire la sicurezza del processo, le singole piastre possono rimanere bloccate nel caricatore fino alla valutazione successiva all’incubazione.

Sistemi di monitoraggio in tempo reale

I sistemi di monitoraggio in tempo reale seguono un approccio fondamentalmente diverso e rilevano particelle e microrganismi vitali durante la produzione in corso. Mediante l’analisi spettrale di una quantità definita di aria campionata, è possibile rilevare le particelle in base alle dimensioni e verificarne contemporaneamente l’autofluorescenza. Ciò consente di rilevare particelle vitali e non vitali. Inoltre, un campione viene esposto per un periodo definito utilizzando questa quantità di campione e valutato dopo l’incubazione. Poiché questi sistemi non sono ancora completamente riconosciuti a livello normativo, vengono spesso utilizzati in parallelo alle classiche piastre Petri.

Le differenze tra le soluzioni disponibili si manifestano soprattutto nella capacità di integrazione negli impianti esistenti, nella gestione dei risultati falsi positivi e nella possibilità di circoscrivere spazialmente l’origine di una contaminazione.

Maggiore sicurezza di processo con meno interventi

Tutte e tre le opzioni di monitoraggio perseguono lo stesso obiettivo: ridurre al minimo i rischi di contaminazione e aumentare la stabilità dei processi asettici. I concetti di monitoraggio automatizzati e interconnessi in modo intelligente consentono un monitoraggio continuo, migliorano la qualità dei dati e creano una base affidabile per le decisioni durante il funzionamento e in sede di audit.

L’EU GMP Annex 1 definisce il quadro normativo in materia e lascia deliberatamente spazio alla realizzazione tecnica. L’impiego di sistemi manuali con interventi ridotti, della gestione automatizzata delle piastre Petri o del monitoraggio in tempo reale dipende dal relativo concetto di produzione, dal profilo di rischio e dalle condizioni operative.

Optima supporta questa libertà di scelta con un sistema di monitoraggio automatizzato per la determinazione attiva e passiva della carica microbica, combinato con un sistema automatizzato di conteggio delle particelle, che riduce o elimina il rischio derivante dagli interventi manuali degli operatori. In questo modo è possibile ridurre sistematicamente gli interventi e i rischi e progettare processi in camera bianca sicuri e pronti per il futuro.


OPTIMA packaging group GmbH
74523 Schwäbisch Hall
Germania


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