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Regole tecniche riconosciute (aRdT)

Regole tecniche riconosciute (aRdT)
Regole tecniche riconosciute (aRdT)

Termini importanti che compaiono in tutte le prestazioni ingegneristiche sono come
- Stato della tecnica o
- media qualità e bontà.
Si tratta di cosiddetti termini giuridici indeterminati. Concretizzarli, renderli oggettivabili e comprensibili, è uno degli obiettivi della regolamentazione tecnica. A tal fine, ad esempio, servono le regole riconosciute della tecnica (aRdT).
Una aRdT è sempre una regola tecnica, ma non tutte le regole tecniche sono regole riconosciute della tecnica.

La definizione è:
Le regole riconosciute della tecnica sono regole che nella scienza sono riconosciute come teoricamente corrette, che sono conosciute uniformemente dai professionisti formati allo stato attuale, e che sono riconosciute come tecnicamente idonee sulla base dell’esperienza pratica.

Le regole riconosciute della tecnica non richiedono necessariamente la forma scritta.
Quando una regola tecnica è considerata una regola riconosciuta della tecnica? Oppure: perché un manuale di istruzioni; o anche questo libro; non è una aRdT?

Perché un documento sia considerato una aRdT, devono essere rispettate determinate condizioni:
- Per la sua elaborazione devono valere determinate "regole del gioco". Queste regole devono essere idonee a garantire che i contenuti della regola tecnica in questione siano comprensibili e indipendenti (ad esempio, influenzati da interessi economici unilaterali).
- La (comunità di) esperti deve essere coinvolta. Poiché le aRdT devono essere "riconosciute come tecnicamente idonee sulla base dell’esperienza pratica", un procedimento di pubblicazione regolamentato e comprensibile, con le fasi di pubblicazione preliminare, termine di opposizione e gestione delle opposizioni, è una condizione fondamentale. Chiunque può esprimere un parere su un progetto di direttiva VDI o norma DIN, e il comitato competente deve occuparsi di questi pareri e informare l’oppositore sulla gestione della sua opposizione. Ciò garantisce un’ulteriore tutela contro l’incorporazione di decisioni unilaterali nelle aRdT.
- Le aRdT devono essere aggiornate. La tecnologia si sviluppa continuamente, in alcuni settori più rapidamente che in altri. Una aRdT del 1950 di solito non rappresenta più lo stato della tecnica odierno. Pertanto, le direttive VDI devono essere verificate per l’attualità almeno ogni cinque anni dalla loro pubblicazione. Un comitato di esperti volontari decide se la direttiva da verificare può rimanere invariata per altri cinque anni, se deve essere revisionata, o se deve essere ritirata.

Si presume che le norme DIN e le direttive VDI siano aRdT nel momento in cui vengono pubblicate come versioni definitive. Questa è, innanzitutto, una presunzione generale. Tuttavia, questi documenti sono redatti da persone. Pertanto, c’è sempre la possibilità che contengano errori. Se in un caso specifico si dubita che una direttiva VDI o norma DIN abbia legittimamente lo status di aRdT, ciò deve essere verificato e dimostrato nel singolo caso.

Le aRdT non sono norme giuridiche, ma raccomandazioni di diritto privato, il che potrebbe indurre a pensare che la loro applicazione sia completamente facoltativa. Tuttavia, così non è!
Le aRdT sono componenti implicite di contratti, anche se non sono esplicitamente concordate, e anche quando sono esplicitamente escluse. La clausola di esclusione può essere considerata invalida, poiché semplicemente non è consentito non rispettare le aRdT nell’erogazione di un servizio.

Le aRdT non sono solo componenti implicite dei contratti, ma sono piuttosto componenti contrattuali dinamiche, cioè: con il cambiamento delle aRdT cambia anche il contenuto di un contratto, indipendentemente dalla volontà delle parti. Per l’accettazione, si richiede un’opera che corrisponda allo stato della tecnica modificato.

La definizione di aRdT, come sopra citata, stabilisce che le aRdT sono "conosciute uniformemente dai professionisti formati allo stato attuale". Da ciò deriva un obbligo di formazione continua per i professionisti in un determinato campo riguardo alle aRdT.

Garanzia e responsabilità
Per la prestazione di un servizio, il prestatore è responsabile. La responsabilità sussiste anche nell’applicazione di aRdT obsolete, in assenza di aRdT e nell’uso di aRdT errate. Ciò è dovuto al fatto che la garanzia rappresenta una responsabilità di risultato senza considerare la colpa.

Questo si basa, secondo l’autore, sul principio di buona fede, che occupa un ruolo centrale nel sistema giuridico tedesco: il committente che incarica un’azienda specializzata, che afferma di possedere le competenze necessarie per fornire il servizio, può credere a questa affermazione. Di conseguenza, il prestatore del servizio, il contraente, è responsabile che il servizio sia fornito correttamente, cioè secondo lo stato della tecnica e in conformità con le rilevanti aRdT.

Vincolatività e valore di diverse aRdT
Spesso ci sono fraintendimenti nella pubblica opinione; anche tra gli esperti; riguardo alla domanda: cosa ha più valore: una direttiva VDI o una norma DIN?
La risposta è molto semplice: Entrambe sono, a priori, aRdT e, come tali, sono ugualmente vincolanti e di pari valore nel senso sopra indicato. (Se chiedete all’autore personalmente, tuttavia, vi dirà che pensa che una direttiva VDI abbia più valore di una norma DIN, perché è elaborata indipendentemente dall’appartenenza aziendale e si basa più di una norma DIN su aspetti pratici. Ma questo non ha nulla a che fare con il diritto.)

Autore: Dipl.-Phys. Thomas Wollstein, VDI Verein Deutscher Ingenieure TGA


Ulteriori informazioni


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E-mail: wollstein@vdi.de
Internet: http://www.vdi.de/tga


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