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Disinfezione UV-C nelle lavanderie commerciali: benefici e rischi

La disinfezione UV-C è una tecnologia collaudata da decenni per l'eliminazione di germi dall'acqua, dalle superfici e dall'aria. La sua elevata efficacia biologica contro batteri, funghi, lieviti e virus è dimostrata – ma sono noti anche i rischi per l'uomo. Come può questa metodologia essere applicata come misura complementare di disinfezione nelle lavanderie industriali? Quali luoghi e obiettivi di applicazione sono i più indicati? Quali misure di sicurezza sul lavoro devono essere rispettate? Rispondiamo alle domande più importanti.

Altamente efficace biologicamente: Come funziona la disinfezione UV-C

La radiazione ultravioletta («UV») è invisibile all'uomo. Si tratta di radiazione ottica nello spettro elettromagnetico a onde corte – immediatamente successiva alla luce visibile, percepibile dall'occhio umano come il colore violetto. La radiazione UV viene suddivisa in tre fasce in base alla lunghezza d'onda: UV-A (400–315 nm), UV-B (315–280 nm) e UV-C (280–100 nm).

Gli organismi microbici esposti alla radiazione UV-C vengono inattivati irreversibilmente in pochi secondi o minuti. La maggior parte dei batteri, ad eccezione delle spore, vengono uccisi già in circa 2 minuti con la luce diurna.

Grazie a questa elevata efficacia biologica, la disinfezione tramite lampade UV-C viene utilizzata, oltre alla disinfezione termica e chimica, principalmente nel trattamento di acqua potabile e acqua delle piscine, nonché nelle acque di processo industriale e di scarico prima dello scarico. Anche le superfici di lavoro in ambienti sterili, come camere bianche, strutture di isolamento, ad esempio negli ospedali, e banchi sterili vengono trattati con luce UV-C per la disinfezione. In linea di principio, sia i mezzi liquidi che le superfici dure possono essere microbiologicamente decontaminati con UV-C.

Applicazione e vantaggi nel settore delle lavanderie – tecnici ed economici

Per la disinfezione con radiazione UV-C vale il principio: dove c'è sporco e ombra, la radiazione non può agire. Di conseguenza, solo le superfici pulite, lisce e accessibili alla radiazione possono essere trattate efficacemente. In pratica, ciò significa sempre due fasi di lavoro: prima la pulizia e poi la disinfezione.

Attualmente, l'applicazione della disinfezione UV-C nei vani di carico dei camion è oggetto di discussione e sperimentazione scientifica. Finora si utilizza spesso la disinfezione tramite spruzzo e strofinamento. Obiettivo di ricerca e sviluppo: sostituire questa tecnica, che a causa dei rischi per la salute, del pericolo di esplosione e dell'efficacia incompleta, non convince del tutto. La UV-C sembra essere la metodologia preferita – purché l'applicazione sia sicura ed efficace.

Rischi per la salute e sicurezza sul lavoro

La radiazione UV di tutte e tre le frequenze A, B e C è cancerogena e può provocare il cancro della pelle. Questo vale in particolare per le radiazioni UV-B e, in misura ancora maggiore, per UV-C. Ad esempio, l'eritema solare è un chiaro segnale che una persona è stata esposta a radiazioni UV pericolose in dosi elevate.

Per questo motivo, durante l'attività lavorativa, gli occhi e la pelle dei lavoratori devono essere protetti da questa radiazione: ciò è regolamentato dalla direttiva UE 2006/25/CE e, dal 2010, recepito nel diritto tedesco.

Una lavanderia, come ogni datore di lavoro, è obbligata a misurare, calcolare e valutare le radiazioni UV a cui sono esposti i propri dipendenti. Questo deve essere fatto a intervalli regolari e da servizi o persone autorizzate. I dati raccolti devono essere conservati in modo da consentire eventuali verifiche future.

In base ai risultati ottenuti, il datore di lavoro è quindi tenuto ad adottare misure per limitare o evitare l'esposizione alle radiazioni UV, affinché siano rispettati i limiti di legge. Per le radiazioni UV-A, -B e -C, il limite di dose di radiazione è Heff = 30 J/m² su un periodo di 8 ore, cioè durante una giornata lavorativa.

Misure di protezione specifiche nelle lavanderie

Fondamentalmente, nel settore delle lavanderie si distinguono due luoghi di applicazione in cui possono essere installati e gestiti sistemi di disinfezione UV-C: da un lato, sistemi completamente schermati («incapsulati») e, dall'altro, sistemi «aperti».

I sistemi completamente incapsulati, ad esempio, sono il vano di carico di un camion o le celle di carico delle lavanderie. Si tratta di zone di effetto in cui, durante il funzionamento, non si trovano persone e da cui la radiazione UV-C non può uscire. In questi casi, la protezione sul lavoro è garantita e non vi sono rischi per gli operatori della lavanderia. A proposito: anche con sistemi incapsulati dotati di finestre in vetro, non ci sono rischi, poiché il vetro normale blocca le radiazioni UV-C.

I sistemi aperti, in cui durante il funzionamento possono trovarsi persone e ricevere radiazioni UV-C, sono ad esempio le aree di pressatura o le linee di smistamento. In questi casi, devono essere adottate misure di sicurezza sul lavoro. In modo ottimale, ciò significa: una ulteriore e quanto più completa possibile schermatura delle lampade UV-C. Se ciò non è possibile, ai lavoratori devono essere forniti dispositivi di protezione UV-C, come indumenti e occhiali protettivi impermeabili alla radiazione.

Come regola empirica per i sistemi aperti, in pratica: se non si vede il bagliore della lampada UV-C, tutto è a posto. Se invece si vede la lampada accesa – direttamente o come riflesso! – occhi e pelle devono essere protetti con occhiali e indumenti impermeabili alla radiazione UV-C.

Conclusioni

Grazie alla loro comprovata e ampiamente testata elevata efficacia biologica, la disinfezione UV-C rappresenta un'opzione valida anche per le lavanderie commerciali. Tuttavia, il modo e il luogo in cui questa tecnologia può essere meglio impiegata in ogni singola azienda dipendono dall'interazione di aspetti tecnici e gestionali.

Fattori da considerare sono, ad esempio, l'idoneità degli ambienti o delle superfici, incluso il lavoro di pulizia necessario, i costi di installazione dell'impianto UV-C, la sua integrazione efficace con altri metodi di eliminazione dei germi, nonché il numero di dipendenti e quindi l'impegno richiesto per le misure di sicurezza sul lavoro. In queste analisi costi-benefici devono essere incluse anche le strategie di gestione del rischio in caso di incidenti.


Hohenstein Laboratories GmbH & Co. KG
74357 Hohenstein
Germania


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