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cleanroom online


Tutte le pubblicazioni di Technische Universität Berlin

Impianto di depurazione del plasma nel cleanroom del Centro di Nanofotonica della TU Berlino. Immagine al microscopio elettronico di cosiddetti circuiti quantistici. Sono costituiti da microlaser (circolari, arancioni), guide d'onda con sorgenti di luce integrate per singoli quanti di luce – i fotoni – (blu) ed elementi di prelievo (viola). Queste complesse nanostrutture vengono sviluppate nell'ambito dell'iniziativa „Berlin Quantum“ per futuri computer quantistici fotonici e possono essere realizzate solo con un impianto di deposizione al plasma moderno e ad alta precisione.
  • Scienza

Impianto di plasma nel Centro di Nanofotonica verrà rinnovato con 490.000 euro

La DFG finanzia la modernizzazione sostenibile dell'impianto di ricerca centrale dell'Università di Berlino

Un impianto di ricerca centrale dell'Università Tecnica di Berlino viene preparato per i prossimi decenni: Con il supporto della Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG) e dello Stato di Berlino, l'impianto di deposizione di plasma nel cleanroom del Centro di Nanofotonica viene completamente rinnovato…

Rappresentazione schematica di una piattaforma scalabile composta da sorgenti di luce quantistica, in cui punti quantici posizionati con precisione sono integrati in nanoresonatori. Prof. Dr. Reitzenstein davanti alla camera di campionamento della macchina di litografia a fascio di elettroni, con cui vengono realate strutture nanometriche ad alta precisione per fonti di luce quantistica scalabili di nuova generazione.
  • Sapere Come, Istituto

Grazie a punti quantici posizionati con precisione, è possibile integrare per la prima volta fonti di luce quantistica scalabili e riproducibili su chip a semiconduttore

TU Berlino apre la strada alla produzione in serie di chip quantistici

Optical quantum chips sono considerati i mattoni fondamentali delle future tecnologie di comunicazione e informatica. La loro produzione finora è stata complessa, poiché le fonti necessarie per singoli fotoni – chiamate punti quantici a semiconduttore – si formavano casualmente sul chip e dovevano e…

Satellite, come questo microsatellite della TU Berlin, dipendono dalle batterie quando attraversano l'ombra della Terra sulla loro orbita e le loro celle solari non possono generare energia. Al centro di „SpaceBox“ c'è un modulo batteria basato su un'innovativa tecnologia al litio- zolfo. Queste batterie possono immagazzinare molto più energia rispetto alle attuali batterie agli ioni di litio, a parità di peso. Per confronto: nella scatola batteria raffigurata del satellite TUBIN del TU Berlin sono attualmente installati due pacchi batteria agli ioni di litio. Un punto focale della TU Berlin è il sistema di gestione delle batterie, che monitora tensione, corrente, temperatura e stato di carica delle celle, garantendo così un funzionamento sicuro nello spazio. Lo sviluppo si basa, tra l'altro, sulle esperienze delle missioni satellitari di successo TUBIN. Qui si può vedere il satellite TUBIN completamente integrato nel laboratorio del dipartimento di ingegneria aerospaziale.
  • Scienza

Nel progetto „SpaceBox“, il dipartimento di ingegneria aerospaziale della TU Berlin collabora con partner industriali di Berlino per sviluppare sistemi di accumulo energetico più leggeri e più performanti per i satelliti

Energia per l'orbita

I satelliti dipendono da affidabili sistemi di accumulo energetico: quando attraversano l'ombra della Terra sulla loro orbita, le loro celle solari non possono generare energia. Le batterie colmano queste fasi e supportano il funzionamento anche quando a bordo è temporaneamente richiesta più potenza…

Rappresentazione schematica di un microlaser con reticolo superficiale strutturato con precisione nanometrica. Il laser a semiconduttore compatto produce un raggio di luce diretto con un profilo di fascio esattamente adattato all'applicazione specifica. Attraverso lo spessore delle barre nella griglia di linee, le loro distanze e la profondità delle scanalature si può regolare la lunghezza d'onda dei raggi laser. Sotto la griglia di linee si vedono pochi specchi di Bragg sopra lo strato attivo (grigio chiaro), dove si genera la radiazione. Sotto ci sono molti strati di rivestimenti a specchio di Bragg. (Immagine al microscopio elettronico) Struttura schematica del nuovo microlaser con lo strato inferiore di coppie di specchi di Bragg (DBR), lo strato attivo in rosso, i pochi strati di coppie di specchi di Bragg sopra (DBR) e la griglia di linee (MHCG).
  • Elettronica (wafer, semiconduttori, microchip,...)

Trasmissione dei dati, guida autonoma e computer basati sulla luce potrebbero beneficiare

Nuovo microlaser per applicazioni e ricerca

Un innovativo concetto di micro laser basato sui cosiddetti emettitori di superficie (VCSEL) è stato sviluppato dal dipartimento di "Optoelettronica e dispositivi quantistici" della TU Berlino sotto la guida del Prof. Dr. Stephan Reitzenstein. I nuovi micro laser sono dispositivi laser verticali, in…

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