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Inarrestabile ascesa della settore biotech svizzero
L'industria biotech svizzera presenta nel 2017 valori record nei finanziamenti, negli investimenti infrastrutturali e nelle statistiche sulle esportazioni. Ciò dimostra che la fiducia nel loro valore aggiunto e nella capacità innovativa rimane intatta. L'esempio più eclatante è l'acquisizione di Actelion da parte di Johnson & Johnson, che con quasi 30 miliardi di dollari è stata la più grande transazione azionaria mondiale nel settore delle scienze della vita dell'ultimo anno.
Il volo in alto del settore biotech svizzero continua. Nel 2017 ha potuto confermare e in parte addirittura superare i successi degli anni precedenti, come mostrano le ultime cifre del Swiss Biotech Report. Rispetto all'anno precedente, gli investimenti di capitale nelle aziende biotech svizzere private e quotate in borsa sono raddoppiati da CHF 0,8 miliardi a CHF 1,64 miliardi – un valore record dalla prima pubblicazione del rapporto. I ricavi del settore* sono aumentati del 14% a CHF 3,79 miliardi. Il numero di occupati nelle 237 aziende biotech e 60 fornitori è cresciuto di circa il 2,5% a 13.725 dipendenti. E infine, anche gli investimenti in ricerca e sviluppo sono aumentati di oltre il 22% a CHF 1,39 miliardi.
Costante alta capacità innovativa
Le aziende biotech svizzere sono ancora considerate attraenti sul mercato mondiale e rimangono sotto l'attenzione delle aziende farmaceutiche e biotech globali. Nel 2017 sono state portate avanti e concluse numerose nuove collaborazioni di successo. Si riesce sempre a prevenire un deflusso di know-how e, invece, ad espandere le attività nazionali, mantenendo così la capacità innovativa e il valore aggiunto principalmente nel paese. Un esempio attuale è l'acquisizione di Actelion da parte del colosso Johnson & Johnson. Actelion non compare più nelle statistiche del Swiss Biotech Report, ma con la spin-off di Idorsia è nata una nuova azienda biotech collegata alla sede di ricerca in Svizzera. Altri esempi di successo in passato sono state le acquisizioni di Prionics da parte di Thermo Fisher, Okairos e GlycoVaxyn da GSK, Covagen da Johnson & Johnson, Serono da Merck, Speedel ed ESBATech da Novartis e Glycart da Roche.
Futuro promettente grazie a condizioni quadro ideali
La Svizzera dispone non solo di professionisti altamente specializzati, ma anche di una rete fitta e di un'elevata accessibilità di fornitori e aziende di servizi a tutte le fasi del valore aggiunto. Queste condizioni quadro quasi ideali sono tra le ragioni principali per cui in passato le aziende biotech e farmaceutiche nazionali e internazionali hanno investito fortemente nell'infrastruttura produttiva in Svizzera e continuano a farlo. Attualmente vengono costruite almeno tre strutture di produzione di prodotti cellulari di alta qualità (anticorpi monoclonali): CSL Behring a Lengnau, Biogen a Luterbach e Lonza a Visp. Insieme agli impianti di produzione esistenti di Glenmark, Merck, Novartis, MSD, Roche e UCB, queste aumenteranno ulteriormente le esportazioni di farmaci, vitamine e diagnostici, superando così i valori record dell'anno scorso: nel 2017 sono stati esportati prodotti farmaceutici e biotecnologici per un valore di CHF 83,8 miliardi, circa il 38% dell'intero volume di esportazione svizzero.
Le prospettive future sono altrettanto promettenti: il portafoglio di sviluppo della biotech svizzera e la qualità dei suoi brevetti, di cui la metà consiste in cosiddetti «brevetti di livello mondiale» con un potenziale di valore aggiunto particolarmente elevato, assicurano alla biotecnologia svizzera un ruolo forte e competitivo a lungo termine sul mercato mondiale.
Swiss Biotech Association
8004 Zürich
Svizzera








